Nel mondo aziendale, e in particolare nella gestione di progetti complessi o nella consulenza finanziaria, la ricerca della "formula magica" per comprendere l'essere umano è incessante. Il modello DISC si è imposto come uno di questi standard imprescindibili. Tuttavia, dietro i colori primari e i report computerizzati si nasconde una realtà ben più sfumata, dove lo strumento può rapidamente diventare una trappola se utilizzato come una verità assoluta.
Alle radici del DISC: una genesi tra psicologia e macchina della verità
La storia del DISC non inizia in una società di consulenza direzionale, ma nel laboratorio di un uomo dalle mille sfaccettature, William Moulton Marston.
Nel 1928, questo psicologo americano pubblica Emotions of Normal People. Marston è un personaggio affascinante: è l'inventore del primo prototipo di macchina della verità (il test della pressione arteriosa sistolica) e, più tardi, il creatore della supereroina Wonder Woman (e sì, non c'entra nulla, ma era un uomo pieno di risorse).
La sua teoria postula che gli individui esprimano le proprie emozioni attraverso quattro tipi di comportamenti, basati su due assi: la percezione dell'ambiente (favorevole o ostile) e la reazione a tale ambiente (attiva o passiva).
- Dominanza (D): Azione attiva in un ambiente ostile.
- Induzione (I): Azione attiva in un ambiente favorevole (diventato "Influenza").
- Sottomissione (S): Azione passiva in un ambiente favorevole (diventato "Stabilità").
- Conformità (C): Azione passiva in un ambiente ostile (diventato "Coscienziosità").
È fondamentale notare che Marston non ha mai creato un test di personalità. Sono stati gli psicologi industriali come Walter Clarke, dopo la Seconda Guerra Mondiale, a fiutare il potenziale commerciale. Nel 1948, Clarke sviluppa il primo strumento di valutazione per il reclutamento, cercando di "standardizzare" i profili professionali. Negli anni '70 e '80, alcune aziende hanno informatizzato il processo, trasformando una complessa teoria psicologica in un prodotto di consumo di massa per il management.
Comprendere la meccanica e i quattro pilastri del comportamento
Il DISC non è un test del QI, né una misura dell'intelligenza emotiva. È un'osservazione del "come": come una persona comunica e come reagisce alle sfide. L'acronimo si scompone così:
- Il Rosso (Dominante) – Orientato ai risultati. È diretto, decide rapidamente e ama le sfide. In un progetto ERP, è colui che spinge per rispettare le scadenze, a costo di essere brusco con i team.
- Il Giallo (Influente) – Orientato alle persone. È entusiasta, persuasivo e ottimista. È il comunicatore che "venderà" il cambiamento agli utenti finali.
- Il Verde (Stabile) – Orientato al metodo e alla collaborazione. È paziente, leale e non ama i cambiamenti improvvisi. Garantisce la coesione del gruppo a lungo termine.
- Il Blu (Cauto/Conforme) – Orientato alle procedure e alla qualità. È analitico, preciso e riservato. Come commercialista o sviluppatore, sarà lui a scovare l'errore nel database o nel report finanziario.
L'obiettivo dichiarato dai promotori del DISC è la "flessibilità relazionale": identificare il colore dominante del proprio interlocutore per "parlare la sua lingua". Se mi rivolgo a un "Blu", gli fornisco cifre e prove; se mi rivolgo a un "Giallo", gli parlo di visione ed entusiasmo.
Quando l'etichettatura diventa una catastrofe
L'uso del DISC può degenerare in pratiche di esclusione o stigmatizzazione. Sebbene i creatori insistano sul fatto che non esista un "profilo sbagliato", la realtà sul campo è talvolta brutale.
Un esempio di uso controverso dei test di personalità riguarda i dipartimenti vendita che, per errore, reclutano solo profili "Rosso/Giallo". Ciò porta spesso a team incapaci di gestire il follow-up amministrativo (mancanza di Blu) o alla creazione di un clima di competizione interna tossico, distruggendo la fidelizzazione dei talenti. Molte critiche accademiche sottolineano la mancanza di validità scientifica di questi test quando vengono utilizzati per prevedere il successo in un ruolo, poiché ignorano le competenze tecniche e l'adattabilità umana.
L'essere umano non è un colore primario
Come project manager sulla cinquantina, avendo attraversato molteplici cicli di vita professionali e personali, il mio punto di vista è radicalmente opposto a questa etichettatura sistematica.
Perché rifiutare questa classificazione?
Perché è fondamentalmente riduttiva. Le persone non sono variabili fisse in un'equazione. Le loro reazioni dipendono da una moltitudine di fattori esogeni ed endogeni che il DISC ignora superbamente:
- Lo stato fisiologico e mentale. Un collaboratore solitamente "Stabile" (Verde) può diventare "Dominante" (Rosso) sotto l'effetto di uno stress intenso o di un sovraccarico di lavoro. Al contrario, la stanchezza può rendere un "Rosso" totalmente apatico o "Blu" per bisogno di un rifugio sicuro.
- Il bagaglio culturale e le credenze. La provenienza geografica, l'istruzione e i valori personali influenzano il modo in cui si esprime l'autorità o la conformità. Un profilo "diretto" in Francia può sembrare aggressivo in Giappone, indipendentemente dal suo "colore".
- Il livello di studi e l'esperienza. Non si reagisce a un problema tecnico allo stesso modo se si possiede l'esperienza professionale (contabilità, sviluppo C#) o se si è in una fase di apprendimento.
Personalmente, posso essere "Rosso" durante una riunione tesa in cui devono essere prese decisioni di budget, e diventare "Giallo" la sera stessa condividendo la mia esperienza sul mio blog. Lo stesso evento può scatenare in me reazioni di colori diversi a seconda del mio "ricondizionamento" sensoriale del momento.
Per un uso effimero e consapevole
Il pericolo del DISC risiede nella sua persistenza. Rinchiudere un collaboratore in una casella "Verde" o "Blu" durante un seminario e mantenere quella visione per tre anni è un grave errore di management.
Questo tipo di classificazione può essere utile come esercizio istantaneo, un aiuto per adattare il proprio comportamento a una persona specifica, in un momento preciso, per facilitare uno scambio difficile. Ma è una fotografia sfuocata, non un film. L'essere umano è in costante evoluzione: impara, cambia, esce dalla propria zona di comfort. Il vero lavoro di un leader non è leggere report a colori, ma esercitare un giudizio quotidiano, empatico e dinamico. Nulla è mai acquisito nel potenziale umano, ed è proprio questo che rende il nostro mestiere così ricco.
Qualche links:
🇫🇷 DISC sur Wikipedia
🇬🇧 DISC on Wikipedia
🇮🇹 DISC su wikiedia