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La Finanza degli Stock: Arbitraggio tra Valore dell'Azienda e Tesoreria

Caledar Icon Pubblicato il 11/01/2026 | 
Finanza | 
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Questo articolo è stato anche scritto in Eng ed accessibile qui:Inventory: Balancing Value and Cash Flow

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Meno apparenza, più liquidità
Meno apparenza, più liquidità

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La scelta di trattare l'argomento del valore degli stock si è imposta perché, dopo aver configurato a lungo quello che viene chiamato il "Costo del venduto" in Business Central, mi è apparso necessario comprenderne finalmente il senso profondo e le reali sfide per le imprese.

Questo articolo è un'interpretazione personale del flusso di trasformazione del valore. L'obiettivo è spiegare questa comprensione con parole mie, semplici e accessibili, senza utilizzare un linguaggio finanziario troppo complesso o termini tecnici stranieri.

Il ciclo di trasformazione: Quando la scrittura contabile diventa denaro reale

Prima di analizzare i metodi di calcolo, vorrei condividere il mio modo di vedere un'azienda: come un organismo che trasforma il denaro (la liquidità) in materia, e poi quella materia in altro denaro.

Questo ciclo operativo è un cerchio dove il valore cambia forma. All'inizio, la tesoreria lorda è disponibile sul conto corrente: questo denaro è "inerte".

Per creare ricchezza, viene utilizzato per acquistare lo stock. In quel preciso istante, il denaro scompare dalla banca ma riappare istantaneamente in ciò che si possiede (lo stato patrimoniale) sotto forma di attivo.
Il patrimonio non cambia, cambia semplicemente natura, forma.

È al momento della rivendita che si gioca tutto. La decisione che si prende "sulla carta", la scelta del metodo per calcolare il valore di ciò che esce dal magazzino, agisce come un rubinetto sul denaro disponibile. Se si sceglie un metodo che diminuisce artificialmente il costo d'acquisto per mostrare un utile maggiore, non è solo un numero per farsi piacere: è la base su cui lo Stato calcolerà le tasse.

Di conseguenza, una decisione teorica su un metodo di calcolo scatena un'uscita di denaro molto reale verso il fisco. Più il metodo scelto "valorizza" l'azienda, più può "impoverire" il conto corrente a breve termine. La gestione dello stock consiste quindi nel trovare un equilibrio: bisogna apparire ricchi e solidi a costo di avere meno denaro disponibile, o apparire più modesti ma conservare il proprio denaro per reinvestire?

1. Lo Stock nello stato patrimoniale: Un bene posseduto, non una perdita di denaro

Al momento dell'acquisto di merci, l'azienda non si impoverisce. Trasforma una risorsa in denaro in una risorsa materiale. Questa operazione è neutra per il patrimonio.

1A. L'acquisto:

L'entrata nel patrimonio
Al ricevimento della fattura d'acquisto, si annota l'aumento di ciò che si possiede (lo stock) e l'aumento di ciò che si deve (il debito verso il fornitore).

Addebitare il conto 37, Rimanenze di merci: 10 000 €
Accreditare il conto 401, Fornitori: 10 000 €

Lo stock è qui nell'Attivo (conto 37): è una promessa di reddito futuro. Non si considera ancora questo acquisto come una spesa che riduce l'utile.

1B. La rivendita:

Il momento in cui si rileva la vendita
Per calcolare l'utile reale, bisogna far corrispondere il prezzo di vendita e il prezzo d'acquisto nello stesso momento. Si fa quindi uscire il valore dello stock dal patrimonio per inviarlo nel calcolo del risultato d'esercizio.

Fase 1:
Si registra la vendita (Il ricavo)

Addebitare il conto 411, Clienti: 15 000 €
Accreditare il conto 707, Vendite di merci: 15 000 €

Fase 2:
Si registra il costo di ciò che è stato venduto

Addebitare il conto 607, Acquisto merci (Variazione): 10 000 €
Accreditare il conto 37, Rimanenze di merci: 10 000 €

L'utile netto è quindi di 5 000 € (15 000 - 10 000).

2. Il paradosso tra immagine e portafoglio

La scelta del metodo di calcolo crea un arbitraggio tra l'immagine che si dà ai terzi e la realtà di ciò che resta sul conto corrente.

2A. Il Metodo "Primo Entrato, Primo Uscito" (FIFO)

Si considera che i primi articoli acquistati siano i primi ad essere venduti. In periodi di rialzo dei prezzi, si deducono i costi vecchi, quindi più bassi. L'azienda appare molto ricca nello stato patrimoniale, ma l'imposta da pagare è maggiore poiché l'utile visualizzato è meccanicamente gonfiato.

2B. Il Metodo del "Costo Medio": L'arte del livellamento

Qui si mescolano i vecchi prezzi con i nuovi per ottenere una media.
Esempio di calcolo:

  • Stock iniziale: 100 unità a 10 € (Valore: 1 000 €).
  • Nuovo acquisto: 100 unità a 20 € (Valore: 2 000 €).
  • Media: (1 000 + 2 000) / 200 unità = 15 €.

Impatto durante una vendita di 100 unità a 30 €:

  • Costo calcolato: 100 unità x 15 € = 1 500 €.
  • Utile: 1 500 €.
  • Imposta (es: 25%): 375 €.

Con il metodo FIFO, l'imposta sarebbe stata di 500 € (perché basata sul costo iniziale di 10 €). Il Costo Medio permette quindi di tenere 125 € in più sul proprio conto corrente.

2​C. Il Costo standard: La stabilità prima di tutto

​A differenza degli altri metodi, qui non si segue il prezzo d'acquisto reale. L'azienda fissa un prezzo "teorico" (lo standard) che ritiene corretto per l'anno.

Se si fissa lo standard a 12 €, ma si acquista l'articolo a 15 €, lo stock entrerà comunque nello stato patrimoniale a 12 €. La differenza di 3 € viene immediatamente inviata a un conto speciale chiamato "Varianza sul prezzo d'acquisto".

È il metodo preferito dalle aziende di produzione. Permette di giudicare la performance commerciale senza essere inquinati dalle variazioni di prezzo dei fornitori. Si sa esattamente cosa si "dovrebbe" guadagnare.

L'utile è molto stabile, ma gli scarti (le famose "varianze") devono essere sorvegliati molto attentamente, perché rivelano se l'azienda acquista a un prezzo più alto del previsto.

La scrittura nel caso di un acquisto superiore al costo standard:

Addebitare il conto 37, Rimanenze di merci (Valore Standard): 100 €
Addebitare il conto 6037, Variazione prezzo d'acquisto (L'eccedenza): 10 €
Accreditare il conto 401, Fornitore (Debito Reale): 110 €

​2D. Il Costo specifico: La precisione chirurgica

​È il metodo più fedele alla realtà fisica, spesso utilizzato per prodotti di grande valore o con numeri di serie (gioielleria, auto, macchinari).

Ogni articolo è seguito individualmente. Se si acquistano due orologi identici, uno a 5 000 € e l'altro a 5 500 €, il sistema sa esattamente quale è stato venduto.

Non c'è più calcolo della media o uscita teorica. Il costo che esce dallo stato patrimoniale è esattamente quello che è stato pagato per l'unità specifica che esce dal magazzino.

Ciò richiede un rigore assoluto nell'inserimento dei dati (scansionare ogni numero di serie ad ogni movimento). È il prezzo da pagare per una totale trasparenza sul margine.

💡 La regola del "Saldo a Zero"
Nella gestione manuale, il calcolo dei costi può essere un rompicapo. Se il metodo è mal gestito, esiste il rischio di ritrovarsi con un valore residuo nello stato patrimoniale mentre il magazzino è vuoto.

In questo caso, il contabile deve intervenire per regolarizzare il saldo passandolo a perdita per pulire lo stato patrimoniale.

Al contrario, deve fare attenzione a non far uscire più valore di quanto lo stock contenga, il che creerebbe un valore di attivo negativo impossibile.

Tranquilli, Business Central riduce questa responsabilità. Il sistema dispone di una sicurezza matematica: quando una vendita fa scendere la quantità a zero, l'ERP ignora il calcolo teorico e ripartisce la totalità del valore restante nello stato patrimoniale sul conto economico. Che lo scarto derivi da un arrotondamento o da un costo arrivato in ritardo, il sistema garantisce che: Quantità Zero = Valore Zero. Il software gestisce questa pulizia da solo, garantendo una coerenza perfetta.

3. Il quadro legale: Una libertà sotto sorveglianza

​Se Business Central propone una tale varietà di metodi, è perché si tratta di un software mondiale utilizzato in contesti molto diversi. Tuttavia, la scelta di un metodo non è solo una questione di preferenza gestionale: è anche una questione di conformità alla legge.

3A. ​La regola della costanza

​Il fisco e le norme contabili impongono all'azienda di scegliere il proprio metodo, ma impongono la costanza dei criteri di valutazione. Non si può cambiare metodo di calcolo ogni anno a seconda dell'inflazione per ridurre le tasse. Se si passa dal FIFO al Costo Medio, bisogna poterlo giustificare con un cambiamento reale dell'attività e spiegarlo nella nota integrativa del bilancio.

​3B. Un'armonia mondiale... con eccezioni rilevanti

​I metodi di calcolo sono globalmente gli stessi sul pianeta, ma la loro legalità varia a seconda delle zone geografiche:

In Italia e in Europa (Norme IFRS): Il FIFO e il Costo Medio sono i principali. Il LIFO (Ultimo Entrato, Primo Uscito) è strettamente vietato a livello internazionale per i bilanci IFRS. Perché? Perché in periodi di rialzo dei prezzi, il LIFO permetterebbe di gonfiare i costi in modo sproporzionato per pagare meno tasse.
Le autorità considerano questo come una distorsione della realtà.

Negli Stati Uniti (Norme US GAAP): È l'eccezione principale. Il LIFO è autorizzato, il che permette alle aziende americane di ottimizzare la loro fiscalità in modo molto più aggressivo rispetto alle controparti europee.

Il Costo Standard: È accettato ovunque, a condizione che non si discosti troppo dalla realtà. Se alla fine dell'anno gli scarti (varianze) sono massicci, il contabile dovrà rettificare il tiro affinché il valore nello stato patrimoniale non sia totalmente immaginario.

4. Trovare il giusto equilibrio, la scelta dipende dalla priorità strategica:

  • Voler rassicurare (Banche o Investitori): Si sceglie spesso un metodo che valorizza molto lo stock a bilancio (come il FIFO) per mostrare una struttura solida, a costo di pagare più tasse.
  • Voler crescere (Tesoreria): Si preferisce livellare i costi per ridurre l'utile imponibile e tenere il massimo del denaro disponibile per riacquistare merce.
  • Focus Controllo (Industria): Si sceglie il Costo Standard per non avere brutte sorprese sui margini e analizzare i propri errori di acquisto.
  • ​Focus Tracciabilità (Lusso / Alta tecnologia): Si sceglie il Costo Specifico per aderire alla realtà fisica di ogni prodotto, qualunque sia il prezzo.

Conclusione

Non bisogna confondere la ricchezza "contabile" (lo stato patrimoniale) e la salute reale (la banca). Per un'azienda, la continuità dipende spesso più dal denaro disponibile che dalla bellezza dei suoi numeri teorici. Un metodo che preserva la tesoreria è spesso più prudente a lungo termine.

Ora che i principi del flusso di valore sono stabiliti, è tempo di passare alla pratica. Nei prossimi tre articoli, parlerò di come trasformare questi concetti in parametri concreti, come gestire gli imprevisti quotidiani e infine come garantire una chiusura contabile impeccabile in Business Central.

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